FESTIVAL APPRODI 2022

APPRODI FUTURI

I prossimi eventi di Approdi:

DAL 2 MARZO

ore 20.30 e
ore 21.45

Polo Giovani Toti e
Biblioteca Quarantotti Gambini

> Iscrizioni via email a: pologiovani.toti@comune.trieste.it

> Info: 3483050175

Il progetto è riservato a un massimo di 12 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

fahrenheit 451

Fahrenheit 451
Il libro che è in me

Dal 2 al 30 marzo 2023

Quale libro ti rappresenta?
Quale libro vorresti incarnare?
Quale libro vorresti fare tuo?
Quale libro vorresti mettere in scena?

Nell’ambito del progetto Approdi Futuri finanziato dalla regione FVG, l’Associazione Culturale Vitamina T, in collaborazione con la Biblioteca Quarantotti Gambini e il PAG Progetto Area Giovani del Comune di Trieste -Polo Giovani Toti, organizza e promuove un laboratorio che prende spunto dal romanzo Fahrenheit 451 scritto da Ray Bradbury e della sua trasposizione cinematografica di François Truffaut, con particolare riguardo alla parte finale dell’opera: quella in cui un gruppo di uomini, fuggiti da una società repressiva dove tutti i libri vanno eliminati e bruciati, vive ai limiti della civiltà e custodisce il patrimonio letterario dell’umanità tramandando i libri a memoria.

Il progetto, riservato a un massimo di 12 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, ha l’obiettivo di permettere ai ragazzi di rapportarsi alla letteratura in una modalità nuova e divertente, affiancandoli in un percorso alla ricerca di se stessi e della propria umanità attraverso le storie dei protagonisti raccontate in libri da loro proposti.

Il progetto si articola in tre fasi:

1.) “Il libro che è in me” (presso la Biblioteca Quarantotti Gambini): due incontri in biblioteca per confrontarsi con i ragazzi nella scelta di un libro che li rappresenti, il libro in cui si rispecchiano e si riconoscono e che vorrebbero “incarnare” nella messa in scena finale

2.) Laboratorio teatrale (presso gli spazi del Polo Giovani Toti): un corso in 15 incontri in cui l’attore professionista Lorenzo Acquaviva* guiderà i giovani partecipanti nell’apprendimento delle principali tecniche di memorizzazione e recitazione di un testo come lettura espressiva, punteggiatura, pause semantiche, ritmo, dinamiche orizzontali e verticali, ma non solo. Altrettanto importante è l’esplorazione dello specifico teatrale: emissione della voce, controllo del corpo, analisi ed interpretazione del testo, conoscenza dello spazio teatrale, capacità di relazionarsi sulla scena.

3.) Azione scenica (presso gli spazi del Polo Giovani Toti).

Conclude il progetto una vera e propria azione teatrale aperta al pubblico in cui i ragazzi saranno i protagonisti della messa in scena dei “libri viventi”.

Contatti:

per info: +393483050175

per iscriversi: pologiovani.toti@comune.trieste.it

Termine per le iscrizioni 28 febbraio 2023.

Primo incontro: 2 marzo alle ore 16.30 presso la Biblioteca Quarantotti Gambini, via delle Lodole 7/a..

Lorenzo ACQUAVIVA

Si è diplomato presso l’ ARTTS International in Inghilterra e partecipa con teatri, fondazioni ed enti culturali pubblici e privati ( Teatro dell’Opera di Roma, Metateatro, Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, Assemblea Teatro di Torino, Dramma Italiano di Rijeka (Croazia), Teatro Bellini di Napoli,, ecc.) affrontando autori classici e contemporanei tra i quali Shakespeare, Kafka, Pirandello, Goldoni, Moliere, Tarkovskij.

Prende parte a film per il cinema (‘ Tartarughe sul dorso’, ‘La seconda ombra’, ‘La fine del mare’, ‘Fuori dalle corde’, ‘Sangue Pazzo’, ‘ Easy’ , ‘Il ragazzo invisibile. Fratelli’, ‘Paradise’), film tv (‘Una madre’, ‘Senza confini’ ‘Yara’) e fiction televisive (‘La Squadra’, ‘Un Posto al Sole, ‘Donna Roma’, ‘Nebbie e Delitti ‘, ‘Il Commissario De Luca’, ‘Il commissario Rex’, ‘Crimini ’, ‘Sposami’, ‘Un caso di coscienza ’ ‘Un passo dal cielo ’, ‘La porta rossa’) lavorando tra gli altri con Gabriele Salvatores, Marco Tullio Giordana, Liliana Cavani, Silvano Agosti, Riccardo Donna, Umberto Marino, Luigi Perelli, Antonio Frazzi, Massimo Spano, Carmine Elia, Davide Del Degan.

Polo Giovani Toti tel. 040/3485818

pologiovani.toti@comune.trieste.it

3 - 5 MARZO

TEATRO

Laboratorio teatrale
con i seguenti orari:

Venerdì 3 dalle 15-19
Sabato 4 dalle 10-18
Domenica 5 dalle 10-18

MAGAZÌN
Via del San Michele, 42
Gorizia 

ISCRIZIONI: scrivi un’email all’indirizzo 
info@approdifestival.it

INFO:
Lorenzo Acquaviva 348.3050175

Lorenzo Zuffi 320.0639063

LABORATORIO TEATRALE MARATSADE copia

MARAT/SADE Laboratorio Teatrale Gratuito con Lorenzo Acquaviva e Lorenzo Zuffi

Tre giorni per lavorare assieme su alcune scene del capolavoro di Peter Weiss.
Un’occasione per affrontare le principali tematiche del testo e scoprirne assieme le potenzialità. 
Tre giorni di studio, di sperimentazione e di scoperta.

MARAT/SADE non è un’opera sulla rivoluzione, ma produce la sua rivoluzione.

È come un reattore nucleare che fonde le sue particelle e rilascia energie che in ogni momento minacciano una catastrofe.

A CHI E’ RIVOLTO:
ad allievi-attori o a persone interessate ad esplorare la recitazione e il tema del laboratorio in un percorso volto ad una presentazione finale del lavoro.

OBIETTIVI:
sviluppo della qualità di presenza scenica; approfondimento della capacità relazionale in scena. Approfondimento della consapevolezza di sé e degli altri.

CONTENUTI:

  • Lavoro fisico ed interpretativo incentrato sulla creazione di un personaggio, sulla qualità di presenza e di relazione con gli altri personaggi.
  • Lavoro di improvvisazione corale e non, a partire dai temi dell’opera di P. Weiss.
  • Presentazione pubblica del lavoro.

NOTA SUL MARAT/SADE

La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat, rappresentati dai filodrammatici di Charenton sotto la guida del Marchese de Sade correntemente abbreviato in Marat / Sade, è senza dubbio uno dei drammi più interessanti e nuovi dell’intero dopoguerra mondiale. Vita e morte di Marat, l’uomo più radicale della Rivoluzione francese, vengono messi in scena, tredici anni dopo la fatale coltellata di Charlotte Corday, dagli internati del manicomio di Charenton, nei pressi di Parigi, manicomio dove Sade venne realmente rinchiuso tra il 1801 e il 1814 e che qui lo vede regista della pièce stessa. Ne risulta un’opera provocatoria, virtuosistica, performativa, in cui raccapriccio e umorismo popolare, dialogo intellettuale e accessi di follia, pathos solenne e gergo volgare, rigore del teatro classico e spavalderia sfumano l’uno nell’altro, in un gioco di “teatro nel teatro” ambientato su piani temporali diversi che si chiariscono e si interpretano a vicenda, coinvolgendo e turbando il pubblico, in una continua oscillazione fra il teatro di Artaud e quello di Brecht.

NOTE ULTERIORI AL TESTO:

Il teatro di Weiss non mira mai al puro intrattenimento ma, sulle orme di Bertolt Brecht, è documento e atto di accusa, con il pubblico chiamato a essere non uno spettatore passivo, ma un giudice o un critico, non solo della rappresentazione quanto dei temi trattati, che non sono mai astratti, ma riguardano tutti. In quest’opera, il Marat -Sade si gioca tutto sul confronto tra Marat – l’amico del popolo, anzi dei ‘sanculotti’ – un rivoluzionario utopico ed intransigente nella difesa degli ideali di ragione e libertà e il Marchese De Sade dal nichilismo aristocratico, che sconfina in un anarchismo ante litteram, sull’impossibilità di successo della Rivoluzione (nello specifico quella francese del 1789) a causa del suo astratto idealismo che non teneva sufficientemente conto della natura umana.

Tutto avviene all’interno del manicomio di Charenton dove il marchese de Sade, ivi rinchiuso durante l’epoca napoleonica, decide di allestire una rappresentazione teatrale dell’assassinio di Jean-Paul Marat. Gli attori sono i pazienti del manicomio stesso e ben presto divamperà lo scontro fra lo scettico e disilluso intellettuale anarchico Sade e l ‘utopia visionaria incarnata del rivoluzionario Marat.

L’azione scenica si svolge su due diversi livelli: il primo è il dramma in sé, il secondo è costituito dalle continue interruzioni e dai battibecchi che si svolgono tra gli attori, il regista (Sade) e il direttore del manicomio.

Scritto da Peter Weiss nel 1963 e rielaborato, per la stesura definitiva, nel 1964, venne rappresentato per la prima volta allo Schiller-Theater di Berlino il 29 aprile 1964, regia di K. Swinarski.

PROSSI MAMEN TE

ore 20.30 e
ore 21.45

Auditorium del Salone degli Incanti
Trieste

> Biglietti online

Ingresso €8 – Max 30 persone a turno.

Con la testa fra le stelle

Conferenza-spettacolo, interattiva e immersiva con uso di visori VR. Fra racconti mitologici e osservazioni scientifiche attraverseremo il cosmo. Interagiremo direttamente con le stelle che fin dall’antichità hanno guidato l’esistenza di noi umani.

Le stelle si intersecano con la storia dell’umanità da sempre, danno indicazione di spazio e tempo. Orientano nel buio l’umanità da millenni. 

Tutte le culture hanno letto nei cieli la propria storia, hanno idealizzato ciò in cui credevano, ciò che vedevano creandone narrazioni mitologiche.

Le stelle hanno un fondamentale interesse dal punto di vista scientifico, ci dicono molto sia dell’universo che di noi.

Attraverso l’uso dei visori il pubblico verrà portato ad una visione dei cieli inusuale. Avvicinandoci agli astri ne percepiremo valenza sia dal punto di vista astrofisico, che da quello antropologico.

I visori ci consentono di portare le stelle sempre con noi, andando a creare così una mappa fatta di storie e di approfondimenti, attraverso la quale poter leggere la complessità del sistema in cui viviamo e siamo inseriti.

Una conferenza interattiva teatrale [c.i.t.]® con l’uso di visori per l’immersività virtuale.

 

Con:
Luca Tornatore – astrofisico
Lorenzo Zuffi – comunic-attore 

Una produzione:
Vitamina T / Festival Approdi

In collaborazione con:
INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica / Osservatorio Astronomico di Trieste.